Teatro del Trionfo

IndirizzoPiazza Marconi, 2
Cartoceto (PU)
Costruzione1715/17 - 1801
Tipologiasala con tre ordini di palchi
Restauri1866 - 1997 - 2015
Periodo di inattività1950-1997
Capienza200 ca.
Orarivisitabile su prenotazione
Bigliettono
Guidadisponibile su prenotazione
Parcheggio in prossimità
Accesso disabilino
Animali ammessino
Sito internetno
Info e prenotazioni0721.898437

Sullo spiazzo della “Turchia”, ufficialmente noto come Piazza Marconi e a cui si accede da Piazza Garibaldi attraversando Via Marcolini, si eleva il maestoso Teatro del Trionfo di Cartoceto. Costruito nella prima metà del XVIII secolo per volontà dei notabili del luogo, esso non fu inizialmente molto apprezzato dalla popolazione, dato che la sua edificazione avvenne a discapito di un preesistente e attivo – anche se un po’ malandato – mulino per olio, con annesso deposito per le olive.


La storia

Sebbene il primo teatro di Cartoceto, costruito “a spese dei particolari con l’assenso di questo Pubblico“, venga solitamente datato al periodo in cui era governatore di Fano mons. Luca Tempi (1725-30), diversi indizi suggeriscono che la sua creazione risalga ad almeno il 1715; risulta infatti evidente che esso fosse già operativo almeno nel 1717.
Fu utilizzato uno stanzone che serviva come deposito per le olive, posto al piano superiore del sottostante mulino. Nel 1730-31 vi fu rappresentata un’opera in musica ed in seguito, per circa settant’anni, vi furono rappresentate soprattutto commedie durante il carnevale, con l’obbligo di “tenere in ordine un mastello con l’acqua” in caso d’incendio.
Questo primo teatro venne completamente ricostruito nel 1801, da cui deriva l’attuale struttura. Al di fuori di questa data, che ci è stata trasmessa da documenti di molto posteriori, non sappiamo nulla di più preciso per mancanza di fonti dirette. Tuttavia, una polizza risalente al 1806 (individuata grazie al lavoro di catalogazione dell’archivio comunale di Cartoceto, curata da Massimo Bonifazi nel 2017) ci informa che, a seguito “de frequenti disordini, che nascono in occasione di recita di Comedie nel Pubblico Teatro“, alcuni notabili del paese decisero di far costruire i palchi ed i loggioni, in modo da distanziarsi dalla platea e dagli elementi più facinorosi del paese. La stessa polizza ci informa che il disegno, la pianta e la perizia, nonché lo scandaglio della struttura, furono curati dall’architetto pesarese Pietro Togni.

La struttura
Doveva essere, almeno per quei tempi, un piccolo gioiello. Negli ultimi decenni del XX secolo, tuttavia, è rimasto trascurato ed in condizioni precarie. Attualmente (2015-16)  sono in corso lavori di ristrutturazione volti al suo eventuale recupero.

Possiede tre ordini di palchi con un numero complessivo di 37 palchi: 11 nel primo ordine, 13 in ciascuno degli altri due. Le pareti divisorie ed i solai sono stati recentemente rimossi in attesa di poter procedere al restauro dell’intera struttura. La pianta è a ferro di cavallo, delimitata ai lati del boccascena (lo spazio che divide il palcoscenico dalla platea) da due larghe fasce verticali con fitte scanalature dipinte.
I palchi erano stati acquistati da varie famiglie, per questo il teatro si chiamò anche “condominiale”, pur rimanendo di proprietà del comune. Nel corso degli ultimi due secoli sono stati eseguiti diversi lavori di riparazione e di decorazione. I numeri dei palchi venivano assegnati per sorteggio annuale ai vari condomini (si conservano le assegnazioni dal 1831 al 1948).

Gli scenari sono stati dipinti dal senigallese Giulio Marvardi nella seconda metà del XIX secolo, mentre il sipario, recentemente restaurato, è opera del pittore e scenografo Romolo Liverani (1809-72) di Faenza. Il sipario è decorato con uno scenario agreste, al quale si uniscono due strutture storiche ed una immaginaria: le prime due sono il Palazzo del Popolo di Cartoceto, sulla destra, e la Villa del Balì di Saltara, posta sulla sinistra. La terza struttura, in primo piano sempre a sinistra del sipario, è un tempio classico, che si richiama alla leggenda secondo cui sul Colle di San Martino (ove si trova il Balì) sorgesse in tempi antichi un santuario dedicato a Marte (da cui deriva forse il nome di “San Martino” attribuito al colle in epoca cristiana).

Attualmente, oltre agli ambienti destinati alle rappresentazioni, il Teatro del Trionfo ospita anche una mostra permanente di scatti fotografici realizzati a Cartoceto dal celeberrimo fotografo Mario Dondero.

Al piano terra, ben svincolati dalla struttura del teatro, ci sono altri vani di servizio che un tempo venivano usati anche come mulino per l’olio. Si tratta di vani molto ampi, di cui quello centrale veramente maestoso, sia in pianta che in alzato. Sulla parete di fondo si trovano alcune nicchie che entrano nella roccia sulla quale è addossato il fabbricato; altri vani sotterranei, scavati nella roccia, si trovano nelle stanze adiacenti.