Rapporto del C.O.I. sul calo del consumo d’olio d’oliva in Europa

Il calo nel consumo di olio d’oliva in Europa attribuito ai disagi nella raccolta e ai prezzi troppo alti
Logo_del_Consiglio_Oleicolo_Internazionale_(COI)Stando all’ultimo rapporto pubblicato a febbraio 2016 dal Consiglio Oleicolo Internazionale (C.O.I., in inglese International Olive Council), il consumo mondiale di olio d’oliva è salito di 1.8 volte rispetto all’annata 1990-91, mentre dati provvisori rivelano un incremento del 4,6% nel corso dell’ultimo anno (2015). Tale aumento nei consumi è stato registrato per la maggior parte in Paesi che non sono attualmente membri del C.O.I., la cui quota di consumo è salita dall’11% al 24% nello stesso periodo in esame, ossia gli ultimi 25 anni (Tabelle 1 e 2).

L’incremento più significativo all’interno dei paesi esterni al C.O.I. è stato registrato negli Stati Uniti, dove il consumo è passato da 80.000 tonnellate prima del 1990-91 ad oltre 300.000 nel 2015. Il consumo pro capite degli USA, tuttavia, rimane ancora relativamente basso (0.9 kg nel 2014) e alla pari con le medie di altri Paesi quali Canada e Norvegia (sempre secondo il rapporto del C.O.I.). Il quadro che ne risulta suggerisce, per il futuro, un ulteriore aumento del consumo d’olio d’oliva in paesi importatori quali Stati Uniti, Brasile e Giappone.

Nel medesimo arco temporale, il consumo globale nell’Unione Europea – dominato, oltre che dal nostro Paese, anche da Spagna e Grecia – è costantemente calato a partire dal 2004-05, anno del suo ultimo apice.

Tabella3-olio2015

Tendenze nel consumo d’olio d’oliva nei Paesi UE (ton.)

Passando all’analisi dei singoli Paesi è possibile notare come l’Italia rimanga il più grande consumatore in termini di volume globale; tuttavia i consumi hanno cominciato a scendere dal 2006-07, portandosi quasi al pari con la Spagna. Questo declino non ha interessato solo il nostro Paese: in Grecia, ad esempio, il consumo pro capite è sceso del 22% in vent’anni.

La Grecia rimane ancora al primo posto per il consumo annuo pro capite a 12.4 kg (2014), seguita dalla Spagna a 11.4 kg e dall’Italia a 10.5 kg; essa tuttavia consuma ora circa il 50% in meno in volume rispetto al 2004/05. Al quarto posto troviamo il Portogallo (7,2 kg/pro capite) e poi Cipro (5.5 kg/pro capite); segue poi il Lussemburgo, con 3.2 kg/pro capite, dato però falsato dagli acquisti fatti in questo Paese da cittadini provenienti dalle nazioni limitrofe.

Consumo pro capite al 2014 nei Paesi UE (kg)

Consumo pro capite al 2014 nei Paesi UE (kg)

Seguono, a considerevole distanza, Malta, Francia, Croazia, Irlanda, Belgio e Danimarca con livelli di consumo che vanno da 3.0 a 1.2 kg/pro capite. Se si esclude il Lussemburgo, tuttavia, assieme a Grecia, Spagna ed Italia, tutti gli altri Paesi hanno registrato un aumento nel consumo rispetto alle rilevazioni dell’anno precedente.

Mentre alcune di queste tendenze registrate nell’UE sono in parte dovute ad altri fattori (nel caso della Grecia, la profonda crisi economica), un probabile contributo alla recente flessione del consumo nei paesi produttori viene attribuito al calo nella resa dei raccolti registrato nel corso degli ultimi anni, con il conseguente aumento dei prezzi sul mercato.

Un’analisi delle annate 2005-06 e 2014-15 mostra chiaramente che il calo della produzione nell’Unione Europea è stato accompagnato da una schizzata verso l’alto dei prezzi di mercato. Il declino registrato nell’annata 2014-15 si correla chiaramente all’anno di siccità sofferto in Spagna e agli effetti dell’epidemia di Xylella fastidiosa che ha interessato l’Italia, influendo senza alcun dubbio sulla resa complessiva dei raccolti.

Medie di produzione, consumo e prezzi nei Paesi UE produttori

Medie di produzione, consumo e prezzi nei Paesi UE produttori

Paesi non produttori all’interno della UE stanno consumato leggermente di più rispetto al passato, anche se la maggior parte di questi non va oltre il chilogrammo pro capite all’anno.

Nel frattempo, la crescita registrata presso altri Paesi membri del C.O.I., come Turchia, Marocco e Algeria, è stata notevole (di oltre nove volte in Algeria), con un consumo pro capite per ciascun paese stimato a meno di 4 kg all’anno.

Altri dati sulla situazione globale del mercato dell’olio d’oliva, potenziamente utili per i produttori interessati ad espandere le frontiere del proprio mercato, sono inclusi nel rapporto completo rilasciato dal C.O.I. e scaricabile in formato .PDF a questo indirizzo (in lingua inglese).

FONTE: IOC


Info su Andrea Contenti

Attualmente in servizio presso la Pro Loco di Cartoceto come volontario, dopo avervi prestato il Servizio Civile Nazionale 2015-16.
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